Scontro ad Alta Quota

Non dimenticherò mai quel giorno d'inverno. Sono partito in compagnia di un amico fotografo a fine di dicembre verso il Parco del Gran Paradiso; il meteo era abbastanza favorevole, con un timido sole e qualche nuvola. Ma appena siamo arrivati in montagna la situazione è cambiata rapidamente: un freddo rigido, nevicava molto forte e solamente con l'intervento dei mezzi spazzaneve siamo riusciti ad arrivare al paese.

Appena giunti lo scenario ci è apparso incantevole, molta neve fresca che ricopriva ogni angolo e la speranza nostra, come ogni volta, di poter fotografare qualcosa. Dopo una mezz'oretta di cammino abbiamo raggiunto il punto d'interesse, su una collinetta in quota, dove inizialmente si intravedeva solo qualche spaiato gruppo di camosci. In breve aveva smesso di nevicare ed aveva iniziato a tirare un vento forte accompagnato da una pioggia ghiacciata, con una temperatura di diversi gradi sotto lo zero. Poi, improvvisamente, è accaduto l'impensabile: da dietro una montagna due aquile reali sono volate, dirette verso un piccolo gruppo di camosci, una tentando di spaventarli e l'altra invece in picchiata, individuando un giovane camoscio: prima lo ha afferrato con gli artigli possenti trascinandolo a terra, rotolando nella neve e dopo un tentativo per sollevarlo in aria, lo ha lasciato cadere, forse per il peso eccessivo, ferendolo gravemente. Trenta secondi incredibili che siamo riusciti a cogliere a distanza con i nostri superteleobiettivi.

Le foto purtroppo non sono di grande qualità ma credo che rappresentino un documento naturalistico importante a cui, anche con una buona dose di fortuna, abbiamo assistito col fiato sospeso.